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le storie sono ovunque

È difficile restare arrabbiati quando c'è tanta bellezza nel mondo (Lester Burnham)

Le tre cose belle di lunedì 14 maggio

Tre cose belle per iniziare al meglio la settimana: un luogo, una serie tv, un libro, un podcast, tutto ciò che mi ispira. Oggi vi racconto un documentario Netflix assolutamente imperdibile.

Care tappine e cari tappini,
in questo preciso istante avete il piacere di star leggendo la prima rubrica di questo blog. Mi sono ispirata a una delle bellezze più belle dell’internet, le #3cosebelle che Fraintesa lanciò qualche anno fa e che ancora oggi regalano bellezza a molte persone.

[ho già detto bellezza, vero?]

È un’idea che amo per molte ragioni, prima fra tutte perché insegna a coltivare la gratitudine. Come dice l’abc del miglioramento personale, l’umano si concentra d’istinto prima sulle cose negative e solo dopo – se avanza tempo, altrimenti ma anche no – su quelle positive, belle, che ci rendono felici, per cui vorremmo e dovremmo ringraziare.

Dunque, siccome questo blog parla di storie, voglio raccontare in questa rubrica 3 gran belle storie che mi hanno incontrata negli ultimi tempi, sperando che tra voi là fuori ci sia altrettanto stupore nello scoprirle.

Orbene, su il sipario!

Cosa bella n.1

Qualche giorno fa ascoltavo Ricciotto, uno dei miei podcast del cuore, e Matteo Scandolin ha menzionato un nuovo format di Radio Popolare, Ordinary girls, che ha debuttato lo scorso 30 aprile. Il titolo la dice tutta: una trasmissione fatta da ragazze trentenni e rivolta ad altre ragazze trentenni. Ho recuperato i primi due episodi e mi sono sentita Jennifer Garner nel pieno dei suoi trent’anni vincenti e seducenti [se non sai di cosa sto parlando, beccati questa].

La maggior parte delle persone che frequento è più grande di me, anche di un bel po’. Mi piace, essere come sono. Ci sono però certi podcast che ascolto con orgoglio, perché rappresentano un gran tuffo nell’anagrafe. A volte mi fa bene, ricordare che ho trent’anni.

Trentuno, vabbè.

Occhei, uffa, due settimane e sono trentadue.

Cosa bella n.2

Ultimamente su Netflix sono in fissa per i documentari, e su consiglio della mia collega Bea ne ho guardato uno bellissimo, The Barkley Marathons: The Race That Eats Its Young. Sì, avete capito bene: la corsa che divora i propri cuccioli.

È una storia vera, una maratona estrema di 160 km che si tiene ogni anno nei boschi dell’Illinois, le date e modalità di iscrizione sono top secret, un po’ come il Fight club. Si compone di 5 giri ad anello – alternando l’uno e l’altro senso di marcia – da completare in massimo 60 ore.

Nelle prime 30 edizioni, solo 10 persone sono riuscite a finirla tutta, ed è proprio la sua natura di sfida impossibile ad attirare partecipanti da tutto il mondo. Vale la pena vederla, perché racconta di ciò che le persone sono disposte a fare per entrare a fondo nel contatto con il proprio corpo, per sondare i propri limiti e magari superarli.

Qui un assaggio.

Cosa bella n.3

Oki, questa è più complessa, ma giusto un filino. Più che una storia, è un insieme di storie. Sabato scorso ho fatto un salto a Gavi, un paese del Basso Piemonte a circa 20 km dalla casa in cui sono cresciuta. Non ci andavo da un bel pezzo.

È un luogo che appartiene al mio passato, mia mamma mi portava da piccola a comprare i vestiti nel negozio delle sorelle Zerbo, che oggi non esiste più e si è trasferito all’Outlet di Serravalle con un altro nome, oppure ci andavo da ragazza a mangiare il gelato, che il gelato a Gavi è quasi un rito di passaggio se abiti in quelle zone.

Ecco, camminare per Gavi mi ha fatto capire perché certi luoghi mi attraggono così tanto. Quali sono i luoghi in cui più di tutto mi sento a casa, anche se vivo in città e ben felice di viverci.

Sono i paesi medio-piccoli, arroccati in collina, hanno stradine strette, i negozi come una volta [tipo il barbiere] e un supermercato che più piccolo non si può, che intanto la gente non ci compra, e osterie e trattorie accoglienti, qualche prodotto tipico ben rinomato [Gavi è famosa per il vino e per gli amaretti], sentieri tutt’intorno che ci si perde, e possibilmente una fortezza da visitare.

L’anno scorso siamo state in vacanza a Cortona una settimana, e Cortona è molto simile a Gavi, almeno nell’atmosfera. Ci sono le osterie, c’è il vino buono, si cammina che è un piacere, e ti senti un pochino staccata dal mondo.

Sono posti che mi raccontano storie, e un proponimento che posso darmi nella vita è di visitarne il più possibile. Magari non mi sdraierò mai in un resort alle Maldive, ma paesi come questi me li voglio girare tutti.

Ci scriviamo la settimana prossima.

Se sai di una cosa bella bella ma bella in modo assurdo, o se vuoi seguire una delle mie, ti va di segnalarmela?

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Hai detto biscotti? Non ancora, mi servono maggiori info.

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