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le storie sono ovunque

È difficile restare arrabbiati quando c'è tanta bellezza nel mondo (Lester Burnham)

Non ditelo a John Cage / che il silenzio mi fa paura

Questa poesia è nata un pomeriggio sugli scalini di piazza De Ferrari, a Genova, mentre leggevo un libriccino di John Cage sul senso del silenzio e della musica.

Quattro minuti e trentatré giorni
dall’ultima notte
di letti bagnati
le mie labbra sui tuoi occhi
mi accarezzano le ciglia
hai una palpebra che sa di menta

Quattro minuti e trentatré baci
li ho contati
ed è proprio vero, ora lo so,
che il tempo si ferma
quando baci e taci e ti dici
“Anch’io, sì,
finalmente anch’io”

Quattro minuti e trentatré pensieri
ho pensato di te
che se mi penso, penso a due
ma senza te,
così come ora sono,
penso lo stesso, ma non sono

Quattro minuti e trentatré coppie
ai tavolini
la schiena curva in un abbraccio
il vino sulla lingua
risucchia, nell’aria
parole ebbre d’amore
le mangio con gli occhi da distante
tutte coppie, sono
tranne una: io

Quattro minuti e trentatré centilitri
di birra, bionda
mi sono fatta per te
‘che son più belle’
mi hai convinta
e ne abbiamo fatto scorta
tanto shampoo alla camomilla
che potrei lavare i capelli
a tutte le donne sole dell’universo

Quattro minuti e trentatré secondi
fa ho acceso la radio
temevo fosse rotta
“pure lei, come me” ho pensato
poi lo hanno spiegato
è la musica di un dio
che sbroglia i suoni
senza farne di nuovi
era bella, la canzone
parlava di me
sapeva tutto, di me
io che risuonavo in te
e dopo
silenzio.

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