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le storie sono ovunque

È difficile restare arrabbiati quando c'è tanta bellezza nel mondo (Lester Burnham)

Da bambina credevo

Qui è dove racconto alcuni dei luoghi comuni che mi hanno accompagnata da bambina, e di come siano ancora oggi una bella parte di me.

Da bambina credevo
al topolino dei denti
ero certa che i topi, tutti i loro denti,
li avessero rubati a noi.

Da bambina credevo
– non lo avevamo, il caminetto –
che Babbo Natale mi entrasse in casa
passando dal forno a microonde,
e gli lasciavo lo sportello aperto perché non capivo,
proprio non capivo come potesse aprirlo lui,
da dentro.

Da bambina credevo
che Topolino abitasse a Parigi,
dove aveva aperto Eurodisney,
e mi chiedevo come facesse a comunicare, con i francesi,
lui che nei fumetti parlava italiano.

Da bambina credevo
che fosse normale
che Paperino, Qui, Quo e Qua
non avessero i genitori
e io invece sì.

Da bambina credevo
che la tivù, ma proprio tutti i programmi tivù,
li facessero in un magazzino del mio paesino
e che tutte le persone della tivù abitassero lì,
nel magazzino dei mio paesino
e non potessero uscire mai,
e che ogni paesino di questo mondo
avesse una tivù tutta sua.

Da bambina credevo
che l’omino delle previsioni del tempo
– che abitava anche lui nel magazzino –
facesse le previsioni del tempo
solo per il mio paesino,
ed ero tutta contenta quando una sera, su Raiuno,
il mio paesino lo ha nominato per davvero.

Da bambina credevo
che nei posti dove si va in vacanza
non ci abitasse nessuno,
che fossero vuoti tutto l’anno
fino all’inizio delle vacanze;
perché se uno ci abita già, in un posto di vacanza,
allora non ci può andare mai, in vacanza.

Da bambina credevo
che per fare i bambini
bastasse sposarsi e poi dire: “Voglio un bambino!”
e alla donna spuntava la pancia.
Che me lo avevano spiegato,
mica è vera la cicogna,
e se una lo dice per sbaglio, “Voglio un bambino!”
deve prendere una pillola
e la pancia va via.

Da bambina credevo
che Santa Chiara e San Francesco
fossero vivi, e sposati, e abitassero ad Assisi:
avevo visto un film, in tivù,
li volevo conoscere.
Solo che, ad Assisi, poi ci sono andata per davvero
e in un museo, di Santa Chiara, c’erano solo i capelli.
Allora chiesi, a un signore gentile, dove abitava Santa Chiara
e il signore, tanto gentile, mi rispose:
“È morta.”

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Hai detto biscotti? Non ancora, mi servono maggiori info.

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