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le storie sono ovunque

È difficile restare arrabbiati quando c'è tanta bellezza nel mondo (Lester Burnham)

Del perché camminare un po’ ogni giorno

Qui è mentre ero in vacanza e prendevo appunti su quanto sia importante per me camminare ogni giorno, riflessioni ispirate [anche] dalla lettura de “Il mondo a piedi” di David Le Breton.

sentiero in trentino

Ho scattato questa foto il 10 agosto 2018 a Trento, sul sentiero che scende dal Doss di Pes, in cui è sepolto Cesare Battisti.

Non uso contapassi, né app che mi cronometrano o segnano le calorie bruciate. Compro scarpe il più economiche possibile, perché so che prima o dopo farò un buco nella suola [storia vera e reiterata, sì]. Ho un carnet da dieci biglietti dell’autobus che mi dura più di un mese, e amici e amiche e un fratello che talvolta mi danno un passaggio, la sera tardi. Abito a mezz’ora a piedi da Piazza De Ferrari, che se non siete di Genova è quella con la fontana, per capirci.

Mi piace camminare ovunque mi trovi. I piedi sono il solo mezzo di trasporto che possiedo, il mio personalissimo modo di andare da un punto A a un punto B, e godermi il tragitto nel mezzo. Vado in ufficio a piedi ogni giorno, 2,5 km avanti e indietro, vado a piedi praticamente sempre. Quando ne parlo, le persone sgranano gli occhi e io sorrido: non sapete cosa vi perdete.

David Le Breton spiega questo, in sostanza: “noi del mondo occidentale” ci siamo abituati a considerare gli spostamenti un male necessario per arrivare da A a B, un’incombenza che la frenesia della vita non ammette, e spostarci è talmente un peso, talmente uno spreco di tempo che cerchiamo

  1. delle protesi che ne azzerino la distanza percepita, ovvero i mezzi su ruote o volanti o naviganti, alcuni dei quali ci impediscono del tutto di scorgere il tragitto [pensiamo all’aereo o alla metropolitana]
  2. e/o delle protesi che ci rendano meno gravoso il tempo percorso, ad esempio l’autoradio, poiché la musica nelle orecchie ci sottrae ai suoni naturali del luogo in cui siamo.

Anche a me piace tenere l’udito impegnato, mentre cammino, soprattutto se sono sola e lungo percorsi abituali. Cammino ascoltando podcast, soprattutto in una lingua diversa che richieda un maggiore sforzo di comprensione. È il mio personalissimo modo di meditare, io che a concentrarmi sugli in e out del mio respiro mi sento fuori dimensione. I piedi vanno con il pilota automatico, la mente è concentrata sull’ascolto e la vista e gli altri sensi possono spaziare, espandersi, cogliere segnali nuovi.

Prima o poi ne scriverò, dei podcast che ascolto. Per il momento vi rimando a tre liste affidabili, quelle di Enrica Crivello, Simona Sciancalepore e Valentina Aversano.

Ecco, questa opportunità di espandere i sensi è il motivo principale per cui cammino. Per imparare a concentrarmi solo sulla percezione di ciò che ho sotto i piedi [sì, la meditazione camminata], di ciò che mi sta intorno, della più minuscola sensazione fisica [fame, sete, caldo, freddo, sbadiglite acuta], fino a scegliere un pensiero e fissarsi su quello, camminarci dentro, approfondirlo.

A mio parere, si può godere del cammino nel centro di una grande città così come nella natura. Il posto fa la sua parte, ma l’atteggiamento è tutto. Ogni posto ha qualcosa da insegnare, anche il più abituale, il tragitto che facciamo tutti i giorni, ne possiamo notare le macro ripetizioni e le micro differenze. Da qualche settimana pubblico ogni mattina su Instagram una storia del buondì [se avete piacere di vederle, followatemi qui], l’ho imparato da Susannah Conway che ogni mattina pubblica su Instagram una storia di morning light, la luce che filtra dalla casa in cui si è trasferita da pochi mesi con la sua gatta Cat.

Camminare è un atto di riappropriazione del sé, in cui è consentito sentire per davvero il corpo, i suoi ritmi interiori ed esteriori. A prescindere dal meteo, dal luogo e dalla situazione in cui lo si fa, purché lo si faccia, un po’ ogni giorno.

Il libro
Il mondo a piedi. Elogio della marcia,
di David Le Breton, tradotto in italiano da Ester Dornetti
Editore Feltrinelli
Anno 2001
118 pagine
Puoi acquistarlo qui.

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Hai detto biscotti? Non ancora, mi servono maggiori info.

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