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le storie sono ovunque

È difficile restare arrabbiati quando c'è tanta bellezza nel mondo (Lester Burnham)

qui e ora | ottobre 2017

Nota a chi legge: questo articolo fa parte della serie “qui e ora”: ogni primo del mese o giù di lì racconto che sto combinando, cosa mi passa per la testa, cosa sogno. A questa pagina trovi il mio qui e ora più recente.

—1 ottobre 2017—

settembre è volato. come capita ormai tutte le estati, faccio il mio ultimo bagno in mare non sapendo che sarà il mio ultimo bagno in mare. ci sono stati fine settimana di maltempo in cui avrei tanto voluto tuffarmi in acqua, e fine settimana di bel tempo in cui avevo altri impegni. ça va sans dire.

è stato un mese frenetico, iniziato con tanti buoni propositi e finito con un’infreddatura che lévati. i cinque quaderni comprati ad agosto li ho già mandati a ramengo, mi basterebbe scrivere di più e quotidianamente su uno solo, di bullet journal. il famoso diario della gratitudine di cui leggo ogni tanto in rete, ecco, mi piacerebbe: scrivere ogni giorno ciò per cui sono grata, anzichè ciò che mi ha fatto rattristare, indignare o imbestialire.

poi: dire più spesso grazie, anche quando mi sembra superfluo. ci sono molti grazie che temo di aver dato per scontati, qua e là nel tempo. è una parola bellissima, grazie.

il 23, con il Collettivo Linea S, abbiamo fatto il reading Sai cos’è successo a Gregor?. Una nostra rivisitazione delle Metamorfosi di Kafka, ci abbiamo lavorato mesi, penso sia il nostro progetto più “letterario” e anche il reading, non so come spiegarlo, siamo cresciuti ecco, e siamo cresciuti bene insieme. in attesa di riproporlo, qui puoi vedere il trailer.

ora non sto lavorando a nessun progetto di scrittura specifico, ho un’idea in testa per un evento che si terrà a gennaio, ma il tema è tosto e non ho ancora deciso se me la sento oppure no.

ho partecipato a due festival, questo mese. uno: il festival della comunicazione di Camogli, più per comodità geografica che per interesse. anche se per la prima volta ho ascoltato Guido Catalano dal vivo (evviva, evviva). l’incontro più interessante però è stato con Stefano Massini, direttore artistico del teatro Piccolo di Milano, scrittore teatrale e di narrativa, e soprattutto uomo dal carisma contagioso.

due: il festival di Internazionale a Ferrara, per la seconda volta. molto in sintesi: ho visto dal vivo Mona Chalabi e Mae Ryan (quelle del fichissimo Vagina dispatch), ho mangiato piadine di zucca e ascoltato podcast-documentari meravigliosi.

questa cosa del podcast mi ha preso la mano: ho letto sulla newsletter di Emmaboshi che su Radio3 leggevano Una cosa divertente che non farò mai più di DFW, e babbabia è spettacolare!

il solo evento che ho toppato a Ferrara è stato l’incontro con Angela Davis (due ore di coda e ticket esauriti, mannaggia), ma ho rimediato comprando la sua Autobiografia di una rivoluzionaria e divorandola in pochi giorni.

infine, non sia mai che ometta l’argomento, la mia vita su Netflix sta procedendo con: House MD (stagione 8, lenta come la Quaresima ma almeno una volta nella vita devo guardarla); Modern family (stagione 2 e mi chiedo finora come ho fatto senza); Black mirror (due episodi appena, ma wow wow); Laerte (documentario su una celebre fumettista brasiliana che superati i -ssanta ha fatto coming out come transgender).

tu che stai facendo di bello?

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Hai detto biscotti? Non ancora, mi servono maggiori info.

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