Menu

le storie sono ovunque

È difficile restare arrabbiati quando c'è tanta bellezza nel mondo (Lester Burnham)

qui e ora | novembre 2018

Nota a chi legge: questo articolo fa parte della serie “qui e ora”: ogni primo del mese o giù di lì racconto che sto combinando, cosa mi passa per la testa, cosa sogno. A questa pagina trovi il mio qui e ora più recente.

mudra

Care tappine e cari tappini,
ho saltato un mese, lo so. Me lo sono ripetuta ogni giorno di settembre, che l’Adesso meritava di essere raccontato, e ancora di più in giorni come quelli che sono stati. Agosto è stato la vacanza in Trentino, l’aver letto due straordinari libri sul valore del camminare, ma anche il mese in cui molto è collassato, letteralmente.

Il 5, intorno alle 5 di pomeriggio, l’amore a quattro zampe della mia vita ha attraversato la strada fuori dalle strisce e senza guardare. Ecco, a me non era ancora capitato di ricevere una telefonata e sentirmi dire che qualcuno che amo è morto, qualcuno che fino a una manciata di secondi prima era vivo e stava bene ed era felice con la sua famiglia. Non mi era ancora capitato e ora che mi è capitato so che tutt’intorno c’è un mondo che va avanti e vive la sua vita, e andava avanti e camminava accaldato per il tunnel di Brignole anche mentre io collassavo dentro. Non ne so scrivere. Non lo so dire. Non so dire che il mondo in cui lui non c’è più è uguale al mondo in cui lui c’era, che scorre alla medesima velocità di prima, dell’attimo prima in cui lui c’era ancora, e che io quella sera ho camminato e mangiato e fatto pipì e respirato, che la mia fisiologia ha proseguito il suo flusso anche se lui, ecco.

Siete ancora qui? Se sì, saprete che 9 giorni dopo il mio amore a quattro zampe, è collassato un viadotto dell’autostrada, quello su cui transitavo poco e malvolentieri perché era troppo lungo e sottile e trafficato, quello sotto cui non si deve parlare, passando con il treno, lo sanno tutti gli studenti della tratta Valle Scrivia – Val Polcevera – centro città, se parli mentre il treno passa sotto il Ponte Morandi ti interrogano, garantito. La notizia mi è arrivata in una mattina di sole a Fondo, in Val di Non, un paesino bellissimo in cui ci siamo ripromesse di tornare per associarlo a ricordi più felici. A Fondo c’è un vecchio mulino ancora in funzione, e una signora gentile che racconta di quando era piccola e di come si usava ai suoi tempi. Poco prima che il ponte collassasse, maledicavo le mie origini ibride, cresciuta in campagna ma avulsa da tutto ciò che la campagna rappresenta, il legame con la terra e le stagioni ad esempio. Maledicevo questo e altro, mentre lo strallo del ponte iniziava a perdere le prime briciole.

La vacanza è proseguita, siamo tornate a casa, ho ripreso a svegliarmi alle sei per la mia ora di lettura prima dell’ufficio, ho ripreso ad ascoltare podcast, a praticare yoga, a cucinare biscotti, a incontrare amici che non vedevo da un po’. Il flusso della vita è proseguito, qualcosa in me si sta trasformando.

Settembre è iniziato con un’eruzione emotiva, perché quando muore qualcuno che hai amato così tanto, e quando muore un pezzo della tua città, della tua casa, niente può essere come prima. Dentro qualcosa ti strilla a gran voce di vivere, perché sopravvivere non basta più. Settembre è il mese in cui più di ogni altro mi sono scelta, in cui ho assaggiato cosa può significare esporsi, essere oneste, praticare la gratitudine. Detto così suona strano, lo so, e criptico, ma io stessa fatico ancora a capire la portata di tutto questo.

Per ottobre mi riprometto di mettere in atto questa scelta, assottigliare il divario tra me e la me che desidero. Se tutto andrà come prevedo, mi vedo a sfrondare il superfluo e applicare il magico potere del riordino ai pensieri che penso, agli articoli che leggo, al denaro che spendo. Confido che questo blog diventi il segnalibro che tiene traccia di un percorso che aspetto da vent’anni, da quando in un tema di terza media scrissi di aver preso coscienza di essere diversa e che mi piaceva, esserlo. Voglio ripartire da qui, dai momenti felici e infelici che ho vissuto nel mezzo.

Se siete arrivati fino a qui, spero che mi seguirete ancora.

A tra un mesetto 😉

Lascia un commento

Hai detto biscotti? Non ancora, mi servono maggiori info.

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi