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le storie sono ovunque

È difficile restare arrabbiati quando c'è tanta bellezza nel mondo (Lester Burnham)

qui e ora | novembre 2017

Nota a chi legge: a questa pagina trovi il mio qui e ora più recente.

—1 novembre 2017—

ieri era Halloween e ho partecipato, nonché ospitato, il primo pigiama party della mia vita. doveva essere un reading di racconti di paura, per l’occasione ho comprato da Tiger gli storycubes a tema e un pupazzino di Jack Skeleton che passin passetto si muove al girare di una piccola manovella. il racconto di paura c’è stato, uno solo e bellissimo, e il resto della serata mi ha fatta sentire come la prima volta che indossi un maglione caldo e spumoso, nelle sere dei primi freddi, e le braccia sono invase all’istante dal tepore. hai presente, vero?

e fu sera e fu mattina, oggi è il primo del mese e ho tagliato un traguardo importante: ho compilato la prima pagina del Gratitude Journal. non sarà un diario dedito solo alla gratitudine, ma anche ad appuntarmi i concetti che apprendo, quelli che mi ispirano, quelli che mi fanno sentire bene. dopo alcuni mesi di Bullet Journal, infarcito di todolist poco necessarie e del meticoloso annotare spese e avanzi di ogni giorno, ho pensato di dover cambiare rotta. mi piace tanto, cambiare rotta.

su Instagram ho dato il benvenuto a novembre con la foto di un albero dalle foglie rossissime, stagliato contro un cielo azzurrissimo, e queste parole: “Benvenuto al mese della prima accensione della stufa, delle verdure arrostite in forno e della zuppa di cavolo nero. Del tepore di un maglioncino e dei colori caldi delle foglie. Delle playlist che fanno respirare e di un libro tra le mani mentre sorge il sole, poco prima delle sette. Delle tavolate con gli amici e dei progetti che iniziano, dell’agenda sempre più fitta e del corpo che si rigenera”.

c’è qualcosa in più. ho capito cosa fare di questo blog. ho capito di cosa voglio scrivere, e come. l’ho capito leggendo Sympathy di Olivia Sudijc, che recensirò per Mangialibri (o meglio, avrei dovuto recensirlo entro ieri, ma con questo romanzo è stata una lotta di prendi-e-molla che solo pochi giorni fa sono riuscita a districare). mi tengo ancora un pochino per me questo “ho capito”, in attesa che diventi un “agisco”.

capitolo Netflix, ça va sans dire: sto amando la lungimiranza di Black mirror, la tenerezza di Modern family e il documentario Five foot two di&su Lady Gaga. penso che sia straordinario, che tante scritture così belle siano radunate in un unico posto. penso che sia molto bello poter ripagare, un tanto al mese, tutto quello che mi stanno dando.

è una riflessione che ultimamente mi capita di fare spesso: sono una genovese aderente allo stereotipo, di quelle che mettono mano al portafoglio come se stessero toccando una cacca di cane appena fatta. so di aver rinunciato a molto, nella mia vita, per la ritrosia a spendere soldi, e so di aver speso soldi per dimostrare a me stessa di non essere (tirchia?) anziché per il reale desiderio o bisogno di ciò che stavo acquistando. una lezione importante degli ultimi tempi è la consapevolezza del valore delle cose: io do dei soldi a te perché tu, in cambio, dai qualcosa di più grande a me. io non ti sto pagando, ma sto investendo su di te, che tu sia una multinazionale dell’internet o la drogheria di via Canneto il Lungo. sto investendo sul valore che tu dai alla mia vita, e ti do in cambio il valore in denaro che meriti. a vederla così, mettere mano al portafoglio è un momento di esaltante felicità, non trovi?

ci scriviamo il mese prossimo. tu che stai facendo di bello?

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