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le storie sono ovunque

È difficile restare arrabbiati quando c'è tanta bellezza nel mondo (Lester Burnham)

qui e ora | luglio 2017

Nota a chi legge: questo articolo è il primo della serie qui e ora, dove ogni primo del mese o giù di lì racconto che sto combinando, cosa mi passa per la testa, cosa sogno. L’ho letto fare a simona sciancalepore e mi sembra una buona idea per darti informazioni non richieste su come passo le giornate.

A questa pagina trovi il mio qui e ora più recente.

—1 luglio 2017—

sto scrivendo un racconto ispirato a Me & You a love story, un video pazzesco che racconta una storia d’amore dal punto di vista di un soffitto (letteralmente)

Photo by Alisa Anton on Unsplash

sono fierissima della mia poesia su The blower’s daughter, che secondo Luca sofri è la più bella canzone d’amore del millennio e mi sa che gli do ragione

il 25 giugno ho letto questo racconto qui in piazza della Meridiana, insieme a noi del Collettivo Linea S: il reading si intitola Rifiuti e se verrai mi fai un sacco felice

inoltre, sempre con noi del Collettivo Linea S stiamo lavorando alle Metamorfosi di Kafka ed è uno dei progetti più intensi che abbiamo vissuto finora (talmente bello che potessi spoilerarvelo, lo spoilererei, però non posso)

sto leggendo (per Mangialibri) Per te morirei, una raccolta di testi inediti di Francis Scott Fitzgerald e (per me stessa) Quanto lontano siamo giunti, la raccolta delle lettere di Sylvia Plath a sua madre

aggiornamento Netflix:

  • ho iniziato la settima stagione di House MD (e gli occhioni a cuoricino di fronte ad House-Cuddy per qualche puntata ancora non me lo leva nessuno)
  • ho terminato la seconda stagione di Love, che mi ha insegnato un sacco di cose sull’amore e sulle colonne sonore stupide
  • ho iniziato la seconda stagione di You me her, che forse il poliamore lo banalizza un po’ tanto, ma almeno aiuta a pensarci
  • devo ancora iniziare la quinta stagione di Orange is the new black, ma solo perché sono andata a letto presto, come diceva De Niro

ho superato il primo mese di bullet journal, e se è vero che bastano 21 giorni per trasformare un’imposizione in abitudine, direi che ce l’ho fatta alla grandissima

a yoga sto imparando a fare lo Shirshasana senza toccare il muro, e già questa cosa così piccola mi sembra una conquista enorme, per quel ciocco di legno che mi ritrovo per corpo.

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Hai detto biscotti? Non ancora, mi servono maggiori info.

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