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È difficile restare arrabbiati quando c'è tanta bellezza nel mondo (Lester Burnham)

#3cosebelle: meno plastica, più bujo… e Chiara

Qui è dove spiego perché il mio proponimento di acquistare detersivi sfusi centra in qualche misura con Vivienne Westwood e trova conferma in una newsletter di Chiara aka Balenalab.

plastic bag

Photo by freestocks.org from Pexels

Care tappine e cari tappini,
ho ripreso il bullet journal, sto sperimentando di 15 giorni in 15 giorni per identificare il formato che fa per me, sento che è uno strumento che mi sarà utilissimo nel percorso qui e in avvenire.

Sapete cos’è un bullet journal? Ripassino per chi è indecis@: è un quaderno bianco, intonso, su cui comporre a piacimento la vostra agenda e/o to-do list e/o diario e/o quel che vi pare. Il nome fonde il bullet, gli elenchi puntati e le liste che regolano e tormentano il nostro tempo, e il journal, il diario di bordo che aiuta a centrarci, a ricomporre il dentro con il fuori.

Ho avuto l’ispirazione in un episodio di Babepismi, il canale Telegram di Barbara. Ho ripescato vecchi appunti sull’agenda che vorrei e domenica scorsa ho iniziato.

Anche se ogni BuJo è diverso, e solo voi potete sapere quale è fatto per voi, vi riassumo gli elementi immancabili del mio. Poi, vagate tra le foto di BuJo su Instagram e Pinterest come se non ci fosse un domani.

Cosa c’è nel mio BuJo

  1. L’intenzione di oggi, un’affermazione su cui regolo la mia giornata. Ho anche un quadernino a parte per le mie intenzioni, che leggo ogni mattina al risveglio, come suggerisce Naki in un suo video.
  2. Il tiny goal di oggi secondo il metodo di Alexandra
  3. i 3 fatti di oggi, come imparato da Valentina
  4. uno spazio per la gratitudine, ciò per cui oggi mi sento grata e apprezzo che sia nella mia vita
  5. uno spazio che riassume ciò che oggi mi ha ispirata: può essere un video, un articolo, qualcosa che ho ascoltato, un luogo che ho visto, un post su Instagram
  6. il successo della settimana, qualcosa che voglio celebrare [ndr, tutti i venerdì mi regalo una colazione al bar per ringraziare me stessa dei piccoli risultati che ho saputo raggiungere: per quanto possa essere andata di melma, credetemi, qualche successo c’è sempre]

Sto ancora cercando di definire come abbinare a tutto questo le todolist più pratiche, ad esempio il calendario editoriale per il blog e per Instagram. Ho rinnovato ieri il mio abbonamento a Guido e sono certa che saprà darmi spunti utili.

Questa è la prima cosa bella di oggi, oltre che un proponimento per il 2019. Sul mercato esistono agende straordinarie, molte realizzate da artigiane straordinarie [vedi alla voce Ohmybrand], ma per chi come me naviga tra la carta è bello avere un quaderno che ci componiamo noi, dall’inzio alla fine.

10 regole per vivere molto meglio

Tutto ciò che è fatto a mano e con amore è bellissimo. Questa è la filosofia del BuJo, ma anche del consumo critico e di un certo tipo di alimentazione. A casa privilegiamo i prodotti sfusi: farine, legumi, cereali, uova, frutta secca eccetera. Abbiamo un banco al mercato Romagnosi e qualche drogheria di fiducia, ci rende felici l’idea della varietà. Ora stiamo valutando di passare ai detersivi sfusi, ho già adocchiato un paio di negozi vicino casa.

Incredibile a dirsi, proprio mentre maturava questa idea è uscito il nuovo episodio di Morgana, il podcast di Michela Murgia su Storielibere.fm [puoi ascoltarlo qui]. La protagonista è Vivienne Westwood, che per me – ignara di tutto ciò che fa rima con moda – era solo quella che ha confezionato l’abito da sposa di Carrie Bradshaw.

Sapevo poco o nulla dei suoi trascorsi punk e dell’attivismo importante in ogni ambito, dai diritti lgbt all’ambiente fino al consumo critico. Verso il termine dell’episodio, Murgia ha letto il decalogo della sua Climate revolution, che vi riporto qui integralmente, nella sua versione originale in inglese.

1) Money is a means to an end, not an end in itself.

2) Quality v Quantity

3) Buy less, choose well, make it last (we don’t want the ‘latest thing’ just for the sake of it.) “I never waste money I spend it” – Oscar Wilde.

4) Prepare and cook your own food.

5) Cut out plastic.

6) Inform yourselves.

7) NGOs: there are thousands, follow one in particular and give your support. You will learn a lot. You will know if we’ve blown it or not.

8) Consider the responsibility of not having children.

9) Take an active part in the Revolution as it starts to build.

10) Engage in art and culture.

L’importanza di dedicarsi a sé

La cosa bella numero tre chiude il cerchio, in una qualche misura. Scegliere una vita che privilegi la qualità, la piacevole fatica del costruirsi da sé ciò che mangiamo e usiamo, significa anche stendere calce e mattoni per edificare chi siamo.

Siamo la vita che scegliamo, siamo ciò che ci rende felici e ci allontana dalla sofferenza. Siamo il progetto di vita a cui ci dedichiamo – o consacriamo, se vi pare una metafora più forte.

Termino dunque con le parole di Chiara, aka Balena Lab, in una newsletter preziosa arrivata un paio di settimane fa. Vi saluto così, care tappine e tappini, con un augurio che vale più di mille mie parole.

Stabilire una priorità per la prossima ora, settimana o anno mi fa impegnare in quello per un periodo di tempo: mi concedo di lasciare indietro tutto il resto che non è allineato con la mia priorità. […] Lascio che alcune cose si annullino. Smetto di provare a fare tutto. Lascio che la mia vita ruoti attorno a quell’unica cosa per il pezzo di tempo che le ho assegnato. Posso fare un sacco di cose abbastanza bene senza dover per forza scegliere o fare una cosa molto bene dando a un’unica priorità l’energia e l’attenzione che merita. […] Una priorità non è un dovere, non è qualcosa che devo fare, è qualcosa che voglio affrontare, una priorità è qualcosa che include me, è un obiettivo che mi spinge verso il mio stile di vita ideale.

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Hai detto biscotti? Non ancora, mi servono maggiori info.

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